Sarcastycon

ALZO ZERO

Auguri ipocriti

Gli ipocriti e gli smemorati.

Come ogni  31 dicembre, tanto per farci finire l’anno vecchio con il cenone che ci va di traverso ed iniziare l’anno nuovo con il vomito, la tv ci trasmette, a reti unificate, il discorso più ipocrita dell’anno.

Quello suo, signor mezzopresidente, e come se non bastasse alla sua ipocrisia si aggiunge quella degli altri politici  in un coro bipartisan che gli tributa elogi caramellosi e falsi.

Elogi falsi come le sue parole, signor mezzopresidente.

Lei ha parlato degli uomini  del risorgimento come eroi  perché lottavano per la libertà e l’unità d’Italia,  giusto, ma cosa faceva lei quando gli studenti e gli operai ungheresi che lottavano per la libertà del loro paese, morivano schiacciati sotto i cingoli dei carri armati dei suoi amici sovietici? Non lo ricorda? Vuole che glielo ricordi io? Non ne vale la pena.

Cosa faceva, signor mezzo presidente quando i suoi compagni, partigiani rossi,Togliatti, Longo  insieme ai criminali  titini , massacravano nelle foibe migliaia  di italiani per il solo fatto che erano italiani?

Niente, in fondo stavano liberando l’Italia o meglio la stavano liberando dagli italiani per  istallare un bel regime comunista che avrebbe reso le terre dell’Istria un paradiso come la Germania orientale, l’Ungheria, la Cecoslovacchia, la Polonia e tanti altri paesi.

Dov’ era durante gli anni di piombo, signor mezzo presidente, quando molti giovani, che si erano nutriti della sua bella ideologia, tentarono una rivoluzione proletaria spargendo sangue, nella migliore tradizione marxista? Ah si ricordo, dopo fu detto che erano i compagni che sbagliavano, mentre lei è sempre stato dalla parte dei compagni in linea con la direzione del partito comunista e i suoi sguardi  erano rivolti alle guglie del Cremlino, alla Piazza Rossa e al mausoleo del profeta Lenin.

Poi è cambiato il vento, signor mezzopresidente, e non spiravano più da est quelle belle refole di rubli che andavano ad ingrassare le casse del suo partito per fomentare la rivoluzione proletaria in Italia, almeno così fu detto. E allora?

Allora si tentò il compromesso storico, ricorda signor mezzopresidente? Anche gli odiati preti che, nel veneto e nel triangolo rosso nei giorni radiosi della resistenza, ma a guerra finita, i partigiani comunisti  avevano ammazzato come mosche, in quel momento facevano comodo. E la chiesa che fece? Niente! Certi preti che si autodefinivano progressisti perdonarono, perdonarono tutti  i criminali e senza confessione, d’altronde anche Cristo aveva perdonato il ladrone, ma qui si trattava oltre che di ladroni anche di assassini.

Non le faccio né gli auguri né tanto meno accetto i suoi che le respingo, signor mezzo presidente, e a questo punto avrà capito perché la chiamo mezzopresidente, Lei è il presidente della parte peggiore e più ipocrita del popolo italiano ed io non ne faccio parte, per fortuna!

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01/01/2011 Posted by | Blogroll | 13 commenti